Firmare?
Se il vostro ricamo dovrà partecipare ad un concorso, informatevi sul
regolamento: spesso non sono ammessi firma, né data.
In tutti gli altri casi... firmate la vostra opera!
Potete far sì che la firma sia ben visibile, oppure che si confonda con il ricamo stesso,
magari sfruttando un'ombra del disegno. Potete renderla appena visibile ricamandola con
un colore appena più scuro del tessuto. Fate delle prove su una tela a parte fino a
raggiungere un risultato che vi soddisfi pienamente.
Potete scrivere il vostro nome, o anche il cognome, oppure il vostro soprannome. I miei
lavori sono firmati tutti con le mie sole iniziali e l'anno in cui il lavoro è stato terminato.
A questo riguardo, vi consiglio di indicare l'anno per intero e non solo le due ultime cifre: il
vostro ricamo potrebbe sopravvivervi molto a lungo e diventare ancora più prezioso...
Il lavaggio
Una volta terminato un lavoro, questo va sempre lavato: per quanto siate state
attente, almeno un po' di sudore e grassi cutanei sono sicuramente presenti e vanno
eliminati.
Vi sono capi che necessitano di lavaggi "importanti": pensate ai bavaglini... Se il tessuto
è di buona qualità, così come il filato (vi ricordo che i colori del Mouliné DMC normale
sono garantiti per lavaggi fino a 95°C), potete usare tranquillamente la lavatrice.
Per i lavori più preziosi invece, fate così:
-
lavate a mano in acqua fredda e con un sapone neutro
siate delicate: non strofinate il ricamo
risciacquate abbondantemente senza torcere né strizzare
arrotolate il ricamo in un asciugamano asciutto in modo da assorbire l'acqua in
eccesso
srotolate il ricamo ed appoggiatelo su un asciugamano bianco e asciutto: la parte
ricamata deve trovarsi verso il basso (a contatto con l'asciugamano)
ricoprite la tela con un tessuto leggero (soprattutto se avete usato
filati metallizzati) e stirate a temperatura media (cotone) e senza vapore fino a
che il lavoro non sarà completamente asciutto
fate scorrere il ferro senza strisciare pesantemente sul ricamo
Inoltre:
-
cercate di evitare il lavaggio a secco; se questo si rendesse necessario (ad esempio per
tessuti di lana o seta), rivolgetevi ad una lavanderia di provate capacità: ricordate
che se il lavoro si rovinasse, la lavanderia sarebbe tenuta a rimborsarvi solo il costo
dei materiali
se vi pungete ed il ricamo si sporca di sangue: sciacquate immediatamente la
macchia con abbondante acqua fredda, poi lavate con acqua fredda e sapone neutro
se un colore stinge durante il lavaggio, continuate a risciacquare in acqua fredda fino
a che questa non rimarrà pulita; alcune persone consigliano di aggiungere aceto
all'acqua per evitare che i colori stingano, ma personalmente non posso assicurarvi
l'efficacia di questo metodo
se vi accorgete di una macchia di tintura una volta che il ricamo è asciutto: mettete
il ricamo bene in piano nel lavandino e aggiungete acqua fredda fino a che tutto il
ricamo ne risulti completamente coperto; aggiungete uno strato di ghiaccio e lasciate
in ammollo, sostituendo acqua e ghiaccio quando necessario
per le macchie di ruggine, provate questo metodo: in una tazza di acqua bollente aggiungete
un cucchiaino da te di acido ossalico (dovreste trovarlo in farmacia o in negozi di
prodotti chimici); inzuppate un panno pulito e picchiettate le macchie fino a che non
scompaiono; lavate normalmente. Prima di farlo però, provate su un pezzetto a parte per
assicuravi che i colori non stingano né sbiadiscano
per i segni di trucco: pulite con una pallina di mollica di pane
per i segni di matita: pulite con della gommapane
per tutti i casi: buona fortuna!
Un ultimo consiglio.
Se intendete applicare un bordino ricamato (ad esempio ad un lenzuolo o ad una tendina),
vi consiglio di lavare i due pezzi separatamente e di unirli solo in seguito; eviterete
problemi con i tessuti che tendono a ritirarsi.
Le cornici
La vostra opera è finalmente finita. Che soddisfazione!
Avete deciso che diventerà un magnifico quadro, da appendere in bella vista affinché
tutti lo possano ammirare.
È giunto il momento di parlare di cornici.
Sì, lo so, c'è il corniciaio... Ma siete sicure che basti così?
La scelta della cornice è del tutto soggettiva, quindi senza problemi (anche se vi assicuro
che non sempre è così facile!). Passiamo oltre...
Sono convinta che i corniciai considerino le ricamatrici dei veri e propri stress, ma forse non hanno idea del tempo e dell'amore che abbiamo messo nel nostro lavoro. Quindi:
-
il sostegno dovrebbe essere fatto di cartoncino non trattato; il cartoncino
normale spesso contiene degli acidi che con il tempo potrebbero danneggiare il lavoro
il ricamo non va incollato sul sostegno: un domani potrebbe essere da buttare
se vengono usati dei passepartout, richiedeteli in fibre vegetali naturali (anche
qui per evitare la presenza di acidi)
se fate mettere il vetro, raccomandatevi affinché questo non tocchi il ricamo; se
non volete i passepartout, optate per degli spaziatori
Inoltre:
-
il vetro protegge dalla polvere, ma può intrappolare l'umidità; se il vostro quadro
si trova in un luogo molto umido, o addirittura all'esterno, non usatelo
non esponete i vostri ricami alla luce diretta del sole: i colori tenderebbero a sbiadire
il vetro antiriflesso normale (io odio i vetri normali!) sembra non essere il massimo
perché lascia passare più raggi UV e può rilasciare sostanze chimiche; d'altra parte
il vetro antiriflesso UV è perfetto, ma piuttosto costoso...
Avete deciso di incorniciare da sole il vostro lavoro?
-
non fate nulla che non possa essere disfatto, anche a distanza di anni
tagliate la cimosa e fissate i bordi della tela in modo che non si sfilaccino
utilizzate del cartoncino bianco non trattato come sostegno; lo trovate nei negozi
di belle arti (ma anche in alcune cartolerie) e deve essere circa 3-4 mm più piccolo
della cornice
centrate bene il ricamo sul sostegno: la stoffa deve essere tesa, ma non tirata;
piegate sul retro la stoffa in eccesso, formate gli angoli e fissate il tutto con
degli spilli in modo che non ci siano spostamenti mentre cucite il tessuto al supporto
per fissare la stoffa al supporto è necessario usare un filo robusto: il filo interdentale
non cerato va benissimo; i punti di cucitura devono avere tutti la stessa tensione e
distare gli uni dagli altri di circa 2,5-3 cm; cucite prima i lati lunghi, poi quelli
corti; alla fine ricordate di togliere gli spilli (con il tempo potrebbero arruginirsi)
se utilizzate il vetro, assicuratevi che non tocchi il ricamo; usate dei passepartout
oppure dei distanziatori negli angoli: il ricamo resterà in rilievo e le eventuali
perline non verranno schiacciate
